VERCELLESE DEL XX SECOLO

Giulio Sambonet

Vai a pagina:  Precedente  Seguente   Contenuti

(Nato a Vercelli nel 1895 e morto a Vercelli nel 1976). La famiglia (SAINT BONNET DE TOIRAS), originaria della Savoia, era fuggita nel Canavesano dopo la rivoluzione francese e si era successivamente trasferita a Vercelli nella seconda metà dell’800. Nella nostra città Giovanni Sambonet esercitava attività commerciale e artigianale di produzione d’oggetti d’argenteria in vicolo San Vittore. Il capo famiglia aveva una particolare inclinazione per il cesello dell’argento e seppe mettere a profitto questa sua dote: nel 1850 questa piccola attività aveva acquisito buona notorietà tant’é che la ditta era fornitrice dei Duchi di Genova, della comunità israelitica e arrivò anche a battere moneta per conto dei Savoia. Giulio compie gli studi a Vercelli presso l’Istituto Lagrangia dimostrando un’ottima predisposizione per la lingua latina, s’iscrive alla facoltà di Ingegneria, ma dopo un anno si arruola e viene assegnato alla specialità dell’artiglieria da campagna motorizzata, partecipa alle operazioni belliche distinguendosi per capacità e valore e consegue due medaglie di bronzo ed una Victoria Cross, alta onorificenza dell’esercito britannico. Al termine del conflitto si laurea in giurisprudenza a Torino ed assume la titolarità dell’azienda famigliare (il padre Giovanni era nel frattempo deceduto); qui dà subito dimostrazione della sua genialità e intraprendenza, introducendo particolari innovazioni nella produzione di uno degli articoli dell’azienda: l’allacciatovaglioli. Giulio Sambonet ne modifica il processo di fabbricazione riuscendo a combinare in un’unica operazione la lavorazione meccanica con l’impressione sul corpo dell’oggetto di iscrizioni augurali. Il successo di quest’articolo genera risorse che vengono investite nella produzione di cucchiaini nel nuovo laboratorio di Via Pietro Micca, dove frattanto l’attività si é trasferita, sede nella quale viene in un secondo tempo avviata anche la produzione di posate in alpacca e alpacca argentata. L’azienda, ormai industriale, supera la crisi del 1929, si espande e, pur essendo ancora tributaria per quanto riguarda la coltelleria, dalle importazioni dalla Germania, verso il 1935 giunge ad inserirsi nel gruppo di testa delle principali argenterie italiane (Broggi, Calderoni, Krupp e, appunto, Sambonet). Dopo il 1935 l’azienda, prima in Italia, si cimenta nella produzione di posaterie d’acciaio inossidabile e l’organico raggiunge la consistenza di 120 addetti. Allo scoppio del secondo conflitto mondiale vengono acquisite commesse per l’esercito per la fornitura di posaterie in alluminio ed accessori; al termine delle ostilità, con la ripresa del mercato normale, Giulio Sambonet, con la collaborazione del figlio Giorgio, neolaureato in ingegneria, avvia in comune di Villata la fabbricazione di coltelli. E’ quest’esperienza originale per quell’epoca: l’azienda, ottenuta fiducia dalle banche, vara un’esperienza formativa e poi produttiva con 42 giovanissimi villatesi indicati dal parroco, utilizzando macchinario super moderno di fabbricazione americana. Negli anni ’50 tutte le attività aziendali concentrate nell’ex stabilimento Avia di Corso XXVI Aprile, tuttora sede della società Sambonet. Nel 1956, in aggiunta alla tradizionale produzione di posateria in alpacca, alpacca argentata ed inox viene aggiunta quella di vasellame (caffettiere, piatti, zuccheriere e salsiere in acciaio e in alpacca argentata). L’argento era stato definitivamente abbandonato negli anni ’50. Sempre nel 1956 l’azienda consegue particolari brevetti per la produzione, tra le prime in Europa, di pentolame con il fondo galvanico in rame. La produzione del vasellame in particolare si avvale di un’originalissima tecnologia di stampaggio dapprima con maschio di gomma e poi con getti d’acqua ad altissima pressione, processo che offre indubbi vantaggi sia dal punto di vista della finiture del pezzo sia della flessibilità produttiva. Altri brevetti riguardano l’argentatura e la ramatura galvanica dell’acciaio inox, la produzione della prima caffettiera espresso a depressione e la fabbricazione di coltelli bimettalici con saldatura anziché con la tradizionale forgiatura; inoltre la ditta Sambonet, tra le prime in Italia, realizza pentole a pressione. Dopo gli anni ’50, l’azienda lega i propri successi ad una particolare ricerca di design che fa conseguire alla Sambonet tre compassi d’oro e il Premio Coliseum a Bruxelles nonché l’esposizione permanente di svariati pezzi presso il Museo d’Arte Moderna di New York, riconoscimento ampiamente trattato dalla rivista Life. Negli anni che vanno fino alla sua scomparsa, avvenuta nel 1976, Giulio Sambonet porta l’azienda alla posizione di leader nelle forniture alberghiere nonché alle compagnie aeree e di navigazione marittima, fino alla più prestigiosa fornitura di tutta l’argenteria per l’albergo presidenziale di Washington. La stampa internazionale riserva ampio spazio al successo di quest’azienda vercellese e significativo é il servizio che Bussines Week dedica nella circostanza alla società vercellese. L’azienda che sotto la guida di Giulio Sambonet era arrivata ad esportare oltre un terzo della produzione é stata anche antesignana, in ambito locale, nell’utilizzo dell’elaboratore elettronico e nel processo d’internazionalizzazione.