VERCELLESE DELL'ANNO 1992
Guido De
Bianchi
Nato 70 anni fa a Vercelli, primogenito di quattro sorelle. Pur lavorando già giovanissimo, svolge studi regolari, a 18 anni viene richiamato sotto le armi dove guadagna la Croce al merito di guerra.
Contemporaneamente, essendo in servizio per due anni con le truppe d’occupazione in Francia, frequenta l’Accademia di Tolone. In questa città l’8 settembre viene fatto prigioniero dai tedeschi, ma riesce a fuggire ed al suo ritorno in Italia partecipa alla Resistenza fino al giorno della Liberazione.
Terminata la guerra, svolge l’attività di capo tecnico presso una grossa ditta. Pur lavorando, ottiene la maturità artistica all’Accademia di Torino, entrando in un ciclo artistico che non ha mai abbandonato. In questo luminoso periodo, troviamo De Bianchi impegnato in un’innumerevole serie d’iniziative culturali, ludiche e benefiche. Sono note le partite di calcio da lui organizzate, nelle quali giocavano personaggi famosi del "mondo dello spettacolo" come: Tata Casoni, Quartetto Cetra, Walter Chiari, il Maestro Kramer. I proventi erano devoluti alla Croce Rossa.
Collabora con Sergio Farano, registra di Radio Milano, alla "Voce dei giovani", il "Campanile d’oro" e molte altre. A Vercelli fonda il "ragno d’oro" e il "Covo", due locali nei quali organizzava favolose serate Jazz con musicisti già noti ed altri vercellesi che poi sarebbero divenuti noti in campo internazionale: Trolesi, Rota, Libano, Valenti, Balbo, ecc.
Al rione Porta Torino fonda il Club folcloristico "Aster Nova", con i componenti organizza dei carri carnevaleschi che sfilano durante il primo quinquennio e che vinsero tutti i primi premi negli anni ’58, ’59, ’60, ’61.
Dopo diversi anni d’assenza delle sfilate carnevalesche, per iniziativa della Famija Varsleisa si ripristina nuovamente il grande carnevale benefico con le sfilate. De Bianchi viene proposto come tecnico artistico per portare la sua esperienza creativa ed i consigli preziosi sono stati richiesti da tutti i gruppi rionali. A tutt’oggi può vantare l’intera progettazione di 22 carri, di cui 18 si aggiudicarono il primo posto in classifica.
Ha rilanciato la tradizione del presepe negli anni 1989 e 1990, concorso al quale hanno partecipato numerosi privati, scuole cittadine, Enti vari, dando modo alla popolazione vercellese e della provincia di riprendere questa simpatica tradizione, che ha coinvolto giovani ed anziani, che hanno dimostrato entusiasmo e creatività.
È autore di un libro di testo per anatomia disegnata, per Istituti superiori di Stato, con oltre quattrocento disegni anatomici, il testo è stato adottato nelle principali scuole italiane ed è giunto alla terza edizione.
Ha illustrato 25 volumi, tra i quali "I detti vercellesi" del prof. Gorini, "Gastronomia vercellese" del Roccia, "San Bernardo" del prof. Conti, "San Paolo" del prof. Chicco, i due volumi per la commemorazione del ventennale della morte del prof. Faccio profondo studioso della antica Vercelli.
Ha partecipato a quaranta concorsi e rassegne artistiche regionali e nazionali, vincendo 29 primi premi, distinguendosi sempre brillantemente e interessando la critica nazionale più qualificata.
Ha esposto in diverse città italiane ed all’estero. Sue opere si trovano in collezioni pubbliche e private in Italia, Svizzera, Belgio, Olanda.
Ha realizzato il monumento alla Resistenza della città di Vercelli, il monumento al "Sofferente" per l’Ospedale S. Andrea di Vercelli, il monumento a Janusz Korczak nel cinquantesimo anniversario dell’olocausto a Treblinka ed infine il monumento dedicato all’Arma dei Carabinieri.