VERCELLESE DELL'ANNO 1988
Franco Bertinetti
a destra nella foto
da “la nosa varsej” marzo 1989
A Franco Bertinetti è stato attribuito il riconoscimento “Vercellese dell’anno” 1988. Come si suol dire “figlio d’arte”, ha appreso i primi rudimenti della scherma da suo padre, il leggendario generale Marcello, grandissimo atleta, allievo prediletto di Francesco Visconti al quale il grande maestro aveva predetto un sicuro avvenire e il suo giudizio si era avverato in pieno. Franco fa le sue prime apparizioni nella sala d’armi della Pro Vercelli agli inizi degli anni trenta. Era un frugolino e non era certo l’omone di oggi.
Conquista diversi titoli regionali al fioretto perché bisogna ricordare che la specializzazione alla spada è avvenuta in un secondo periodo quando appunto il maestro Visconti aveva individuato l’inclinazione di Franco per l’arma triangolare. Sfonda ben presto in campo nazionale. Conquista il titolo di campione avanguardisti al fioretto. È il primo passo verso la notorietà. Nel 1943, semplice seconda categoria, sfiora il titolo assoluto nell’arma classica doppio spareggio.
Il 1952 è veramente l’anno di Franco. Vince in maniera superba il torneo di Nizza dove era in gara l’élite della spada mondiale. Questo nuovo successo vale il passaporto per le olimpiadi di Helsinki. Sarà uno dei protagonisti della grande rassegna finlandese.
Nel 1952 vince i campionati internazionali assoluti a Vienna. Il 1953 inizia con un successo su Algesio nel galà italo francese. Vince con la squadra azzurra la Coppa Molié a Genova e ottiene quattro vittorie individuali, un vero primato, successo che si ripeterà l’anno successivo e sarà sempre Franco la punta di diamante della spada italiana. Stravince nella Monal infliggendo il cappotto a ben quattro avversari. Nel 1954 vince a Zurigo la spada d’oro che vede in lizza ben 177 spadisti.
Arrivano le olimpiadi di Melbourne e, come avvenuto quattro anni prima, le spade azzurre si laureano campioni, condotte alla vittoria da un insuperabile Franco Bertinetti. Vince ancora il titolo a squadre nel 1957 e nel 1958 ed i suoi compagni saranno sempre i soliti Algesio, Delfino, Pavesi, Mangiorotti, Pellegrino e Saccaro.
Nel 1959 ai mondiali di Budapest l’Italia ha un pesante tracollo. Abituati come si era a vincere sempre, questa ingloriosa sconfitta è male inghiottita nelle alte sfere ed allora il presidente del Coni Onesti interviene in modo drastico ed esonera d’autorità il presidente Bertolaia. Franco Bertinetti è tra i firmatari di una mozione con la quale si invita il presidente Onesti a ritornare sulla sua decisione. Molti dei firmatari rientrano nei ranghi ma Franco Bertinetti coerente ai suoi principi, preferisce appendere la spada al chiodo e conclude così la sua mirabile carriera di atleta.