NELLA STORIA DELL’ARTE DEL XX SECOLO
Da quei primi tempi, la sua partecipazione alle mostre si è molto intensificata: dalle grosse collettive internazionali dell’incisione, ristrette ai grandi esponenti di questo settore artistico, alle personali di prestigio, ricercato dai tanti esperti estimatori dei suoi splendidi lavori. Attratti dal fascino dei suoi anfratti silenziosi, dalla tetraggine dei suoi vicoli senza vita, dalle smorte albe invernali sulle grigie case dei diseredati, dall’estraneità sconfinata di un universo mai posseduto o dalle immense panoramiche inanimate di un mondo irrecuperabile.
Già nel 1951 era stato invitato alla Quadriennale di Roma. Nel 1952 invitato alla Biennale Mondiale d’Incisione di Lugano, con tre altri italiani. Questa mostra era riservata a soli quattro artisti per nazione.
Nel 1957 gli era stata organizzata una
personale a Bellinzona e nel 1960 una personale all’ “Atelier
In seguito fece una bella personale, nel 1963, alla Galleria “Il Collezionista” di Bologna. Negli anni 1967 1970 1976 terrà tre personali alla Galleria “Dantesca” di Torino. Poi presenterà, net 1972, un’altra personale al “Centro Italsider” di Genova ed un’altra ancora nel 1978 alla Galleria “Spirali” a Torino. Nel 1983 sarà quindi invitato alla 3° Biennale dell'Incisione Europea a Baden Baden.
Naturalmente queste sono le grandi mostre cui ha partecipato. Oggi sarebbe troppo lungo elencare tutti i successi di Donna, che ritengo ormai entrato, con pieno diritto, a far parte della storia dell’arte moderna, per quanto riguarda l’importantissimo settore dell’incisione. Come possiamo anche costatare dalle numerose attestazioni dell’editoria specializzata, che lo collocano fra i più validi e rappresentativi incisori del nostro tempo.
Non ultima, la bellissima pubblicazione della Mondadori “Arte Fantastica e Incisione - Incisori dal XV al XX secolo” del 1991. Una grande antologia dell’incisione, in cui troviamo Donna inserito con i più illustri maestri di quest’arte. Dove figurano anche Dùrer, Tiepolo, Goya, Mirò, Bellmer, Wildt, Baldung, Brueghel, Cock, Blake, Redon, Klinget Savinio, Ernst, Viviani, Dalì, Magritte, Escher, Fuchs, Lindner, Piranesi, Chagall.
La posizionatura del foglio sul torchio per procedere una stampa dell’incisione.
Il numero delle opere eseguite, durante i suoi cinquant’anni d’attività, è veramente notevole. Si tratta di oltre 560 incisioni su matrici di rame, da ognuna delle quali eseguiva una tiratura che non superava mai le trenta copie. Oltre, naturalmente, le quattro o cinque prove d’artista.
Ogni copia veniva personalmente ed accuratamente stampata dall’autore, oltre che titolata, numerata e firmata a matita. Ha sempre donato la copia numero uno al figlio Franco che è il suo più grande ed affezionato ammiratore.
L’ultima presenza di Donna fu alla mostra, organizzata nel 1993 dal Comune di Milano a Palazzo Dugnani (allo Spazio Baj) dedicata a “L'incisione Italiana nel XX secolo - 100 stampe della raccolta Bertarelli”. Nella quale era rappresentato da tre opere eccellenti: “La stazione ferroviaria” del 1951, “L'isola del poeta” del 1952 e “Le due lune” del 1959, accanto ai più grandi maestri italiani del nostro secolo, tra i quali Boccioni, Boldini, Carrà, Casorati, De Chirico, Maccari, Manzù, Marini, Morandi, Sassu, Semeghini, Soffici, Vedova, Vespignani, ed altri.
Armando Donna è deceduto all’ospedale Sant’Andrea di Vercelli il 18 ottobre 1994, dopo alcuni giorni di ricovero.
Aveva 81 anni.
II 23 gennaio 1995 la giuria, riunita presso
la sede della Famija Varsleisa, lo ha eletto “Vercellese dell'anno
(Da “