ARMANDO DONNA

Il Grande maestro dell’incisione

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L’AMICO

 

Armando Donna visse e lavorò a Vercelli, quasi appartato, dividendo la propria vita fra lo studio all’Istituto delle Belle Arti ed il proprio alloggio, nella vicina Via Cappellina.

Da anni era universalmente considerato uno dei migliori artisti del bulino viventi. Noto in Italia, ma soprattutto all'estero, dove ha partecipato alle maggiori mostre d’incisione.

 

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Donna nel suo studio al Belle Arti con l’amico Nilo Celoria nell’inverno 1993.

 

Le sue opere sono, da anni, ospitate nei più prestigiosi musei del mondo, tra cui il celebre Victoria and Albert Museum di Londra; il National Museum di Stoccolma; il Museo Nazionale Betsabei di Gerusalemme; l’Istituto Nazionale Arti Grafiche di Roma (33 incisioni); la Calcografia Nazionale di Roma (33 lastre); il Museo Civico Bertarelli di Milano; il Museo Civico d’Arte Moderna di Torino; il Museo Internazionale d’Arte Moderna di Venezia (con ben 114 opere). Tanto per citare alcuni dei più importanti riconoscimenti al suo grande valore artistico.

Donna è stato invitato alle più importanti mostre d’incisione in ogni parte del mondo degli ultimi quarant’anni. E’ stato recensito dai maggiori critici di questo settore, in quasi tutte le lingue. Ma, perlopiù, ignorato nella propria città, tanto sbadatamente apologetica e divulgativa per altri versi. Ciò non ha agevolato una conoscenza ed una comprensione più profonda del grande incisore fra i suoi concittadini.

Io credo sia indispensabile sapere il contesto storico, ambientale e soprattutto familiare, in cui è inserito un artista per una più accurata disamina della sua opera attraverso le problematiche personali, gli influssi, le coerenze che possono determinare e caratterizzare il suo mondo creativo ed il suo lessico espressivo.

A Donna mi ha legato una lunga, profonda amicizia che risaliva all’immediato dopo guerra e si protrasse per quasi cinquant’anni. Fino alla sua scomparsa.

L’ ho seguito nell’attività, praticamente dalla sua nascita artistica. E nell’evoluzione costante della sua tecnica sino alla sua splendida maturazione. L’ho seguito, purtroppo, anche attraverso tutte le tappe delle sofferenze che hanno dolorosamente segnato indelebilmente la sua esistenza.