Ferdinando Rossaro

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 Nudo accademico

Nacque nel 1846. Dopo aver ricevuto lezioni private dal Narducci nella città natale si formò presso l’Accademia Albertina a Torino dal 1861 al 1864: rivelò particolari doti nel disegno alla scuola di Enrico Gamba, famoso per i suoi quadri di carattere storico, filone assai di moda nel Risorgimento intriso di spiriti romantici. Passò quindi a Brera per seguire Hayez di cui divenne uno degli allievi prediletti.

Dopo il 1866 Roma fu un’esperienza fondamentale per lui: si avvicinò al Pittara, frequentò l’Accademia di San Luca e fece tesoro nei musei dell’esperienza degli “antichi pittori” (testimonianza di Olga Rossaro). Dal 1872 in avanti prese dimora in Vercelli vicino a San Giuliano affermandosi nel campo della ritrattistica e della pittura sacra.

Nel campo della ritrattistica si inserì nell’importante filone del ritratto ottocentesco che in Piemonte aveva una lunga tradizione. I suoi ritratti si impongono per la saldezza della composizione, l’aristocratica delicatezza che emerge specialmente nei ritratti di giovani donne e certa minuzia fiamminga. Si impone inoltre per luminosi scorci veristi, raffinate miniature su pergamena e una serie di affreschi.

In questo campo basta osservare la Via Crucis di Masserano per capire con quale magistero e spiritualità il Rossaro operava. Diede altresì un contributo disinteressato alla formazione del Museo Borgogna e alle varie collezioni del Museo Leone. Un’antologia possibile dei suoi seicento ritratti ci darebbe un quadro rivelatore dell’aristocrazia, della borghesia vercellese e del clero tra il 1870 e 1920, aiutandoci a capire l’atmosfera di un periodo storico di estrema importanza per la storia della città.

Morì nel 1927.

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