Francesco G. Raviglione

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Risaia

Nacque nel 1897 a Quinto Vercellese. Incominciò a dipingere come autodidatta sin dall’età di quattordici anni. Continuò a dipingere durante il conflitto mondiale al fronte come telegrafista, nonché durante il suo successivo impiego come calligrafo presso la Banca Popolare di Novara.

Dal ‘25 al ‘30 si trasferì a Parigi, ove ebbe alcune commesse dall’ambasciata Italiana. Qui conobbe Claude Monet, da cui ricevette molti incoraggiamenti, e tenne la sua prima personale (1929) che ottenne favorevoli recensioni. Seguirono numerose altre personali sino al 1982, a Venezia, Alessandria, Novara, Salsomaggiore, Sanremo, Milano, Torino, Vercelli. Al ritorno da Parigi, oltre a dipingere, insegnò calligrafia e disegno in diverse scuole pubbliche professionali cittadine.

Come pittore che, grazie al suo soggiorno parigino, possiamo definire di stampo decisamente impressionista, fu il cantore della Burcina, del Tigullio, della Valle d’Aosta, dei Colli Toscani con i caratteristici pagliai, della risaia, delle “lame” del Sesia. Assai personali i suoi gialli risaia nonché gli spessori di colore con cui realizzava i fiori delle sue Burcine.

Interessanti anche i suoi mosaici in alcune tombe del Cimitero di Billiemme nonché le cornici dei suoi quadri, veri pezzi unici che realizzava personalmente con un sapiente lavoro di intaglio e di scultura.

Abituato ad esprimere liberamente ciò che pensava, fino alla fine dei suoi giorni fu pervaso da uno spirito giovanile e polemico che in alcune occasioni polarizzò su di lui l’interesse della cittadinanza.

La morte lo colse ancora attivo nel 1986.

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