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Vaso
di fiori
Nacque a Santhià nel 1878. Asiglianese di famiglia, tranne il periodo degli studi e qualche trasferta, visse tra Vercelli (dove tenne per un certo periodo uno studio presso la ex casa Cannaferina sul Viale Garibaldi) e Asigliano, non lontano dall’oratorio di San Vittore.
Ebbe come insegnanti dapprima Edoardo Sassi e i fratelli Costa. Poi, nell’esperienza milanese a Brera, ebbe come maestri Vespasiano Bignami, da cui trasse forse umori scapigliati destinati ad essere repressi da un’educazione patriarcale ancorata ad un cattolicesimo chiuso, e Cesare Tallone, che lo influenzò certamente con la sua profonda fedeltà al vero. Ricordiamo per esempio che Pellizza da Volpedo disse di Cesare Tallone: “Delle regole del buon disegno e della maschia pittura fu l’unico dei miei maestri”. Condusse ad Asigliano una vita molto modesta, accontentandosi d’una committenza che raramente lo compensava in giusta misura: in questi circa cinquant'anni si impose per splendidi ritratti (alcuni di essi non sono inferiori a quelli di Rossaro e dell’Alciati), per la capacità di cogliere risonanze intime nel paesaggio (ci sono quadri superbi per il dominio assoluto delle gradazioni del verde) e di soffermarsi con grande maestria e partecipata affettuosità su aspetti umili del suo paese e specialmente sui fiori, un soggetto che sempre esaltò le sue qualità di pittore capace di vibrazioni ed iridescenze in grado di catturare attimi di vita. Lavorò molto su soggetti sacri: si vedano ad esempio ad Asigliano la “Madonna del Rosario venerata Santa Caterina da Siena e San Domenico” e lo splendido San Rocco nel suggestivo oratorio sulla strada da Asigliano a Costanzana. Sentì il fascino ed il mistero del corpo della donna a volte con implicazioni simbolistiche: i suoi studi di nudo femminile presentano un filone di ricerca che potrebbe essere fruttuoso per la critica che fin’ora si è occupata dei suoi ritratti femminili come il celebre “Ritratto di fanciulla” dove si estenuano morbidezze dell’epoca di Segantini e Previati. Morì nel 1958.
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