Cesare Cerallo

Vai a pagina:  Precedente  Seguente  Contenuti

 Vecchia Vercelli

Nacque a Vercelli nel 1882. Si perfezionò all’'Albertina di Torino sotto la guida di Giacomo Grosso. Partecipò alla 1° guerra mondiale: a questo periodo si ispirano opere di notevole pregio come “Ai piedi degli altipiani di Asiago”, “La chiesa di Montebelluna”, “Tramonto lungo il Musone”, “Chiesetta nel Trentino”.

Tornato a Vercelli ebbe l’onore di succedere nel 1921 a Rossaro come insegnante presso l’Istituto Belle Arti. Fino al 1958 diede la sua opera come specialista per l’ornato, la composizione e la decorazione.

Specializzatosi a Faenza nel 1928 nella pittura su ceramica si conquistò durevole fama oltre le mura cittadine grazie ad esposizioni a Verona, Trento, Torino, Novara.

Ottimo disegnatore di paesaggi e di scorci architettonici dell’antica Vercelli esercitò pure l’arte del ritrattista con successo. Legato ad esiti tardo impressionistici predilesse la pittura en plein air: chiese di paese, torri di antichi castelli, profili di muri sbrecciati in campagne solitarie, sereni filari di pioppi furono oggetto delle sue meditazioni e delle sue ricerche di luce e di colori.

Non si limitava a trarre dal vero con nitida precisione, ma riusciva ad esaltare e proporre serenità idilliache in composta armonia come si può vedere dai numerosi quadretti ad olio conservati presso privati.

Maestro attento e amorevole nel campo della ceramica d’arte iniziò a quest’arte un’intera generazione di signorine della borghesia vercellese. Fra i suoi allievi annoveriamo Gisella Ardissone-Berra, Carlo Bosio e Marcello Besso, tipografo d'arte, che nel 1982 ha tratto dai suoi disegni un magnifico “Calendari Varsleis”.

Non dimentichiamo infine le raffigurazione ricche di humour concernenti Codarossa gatto municipale nato dalla fertile fantasia di A.G. Cagna (vedi fascicolo di “Vercelli nobilissima” del novembre 1924).

Morì nel 1967.

Vai a pagina:  Precedente  Seguente  Contenuti