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Fiori
settecenteschi
Nacque a Vercelli nel 1864. Allievo dell’Istituto di Belle Arti dei maestri Bonino e Costa, dopo breve permanenza nella città natale si trasferì a Torino dove svolse gran parte della sua attività artistica.
Occorre ricordare che nell’ambito della decorazione e della scenografia si impegnò in importanti lavori in diverse città italiane, svizzere e francesi. Straordinariamente fecondo, si specializzò in nature morte e in garbati “fiori fiamminghi” di settecentesca memoria.
Illustrò suggestivi monumenti della città di Vercelli indugiando in scorci di raccolta bellezza, tramandandoci oltre a piazze, vicoli, la bellezza dei luoghi circostanti la città dominati dal fascino del fiume Sesia coi suoi boschi e i suoi anfratti nelle varie stagioni.
Naturalmente ricevette la sua attenzione la basilica di S. Andrea che gli ispirò quadri di notevole livello (il chiostro, l’interno, il vestibolo). Nei paesaggi vi sono esiti fontanesiani ma egli è particolarmente legato a solide composizioni di nature morte e di fiori eseguiti con mirabile grazia e precisione fiamminga.
Toni veristici temperati da una raccolta vena idilliaca caratterizzano i suoi scorci e i suoi paesaggi.
Morì nel 1933.
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