Mario Arada

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    Natura morta con pere

 

Nacque a Vercelli il 12/2/1894. Frequentò l’Accademia Albertina sotto la guida di Giacomo Grosso la cui influenza non l’abbandonò mai nel corso di tutta la carriera artistica.

Al termine del corso superiore di pittura vinse il 1° premio nel concorso riservato agli allievi dell’Accademia.

Dopo aver espletato al fronte il servizio militare durante il conflitto 1915/18 si recò più volte a Parigi per dipingere e visitarne i musei.

Legato com’era ad una pittura di stampo tradizionale, non apprezzò molto i movimenti d’avanguardia che, a quei tempi, sbocciavano rigogliosi in quella che era la capitale europea dell’arte.

Ritornato definitivamente a Vercelli, oltrecché alla pittura si dedicò, per oltre un quarto di secolo, all’insegnamento del disegno in diverse scuole cittadine.

Passò poi alle dipendenze dell’ufficio tecnico comunale ove, per anni, fece bella mostra di sé un suo prospetto assonometrico della basilica di Sant’Andrea.

Collocato a riposo, continuò a dedicarsi, con battagliero spirito giovanile alla sua pittura.

Restò famosa una polemica che tenne, validamente spalleggiato dal prof. Raviglione, con gli artisti del Gruppo Forme sul modo di intendere l’Arte.

Nei ritratti e, soprattutto, nelle nature morte, ebbe a dimostrare una sensibilità molte volte superiore a quella del suo pur celebre maestro.

Negli ultimi anni si dedicò all’esecuzione di paesaggi della plaga Vercellese realizzati a china con una perfezione ed una pazienza da certosino.

La presente rassegna, ad un secolo dalla sua nascita, potrebbe segnare l’inizio di una rivalutazione che lo collochi al posto che gli compete nella pittura Vercellese del900. Morì nel 1974 quasi completamente quanto ingiustamente dimenticato.

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