PANNOCCHIA DI RISO D’ORO 1998
Antonio
Dellarole
Nato a Livorno Ferraris in provincia di Vercelli il 14 luglio 1930, Antonio Dellarole risiede attualmente a Robella di Trino, dove è conduttore dell’azienda agricola Castello, la cui estensione è di circa 130 ettari.
E’ coniugato con Ornella Ronco, che lo coadiuva nella gestione dell’azienda ed ha una figlia, Antonella, che esercita l’attività di giornalista professionista.
Dopo le elementari a Robella di Trino, ha proseguito gli studi a Torino, ospite del Collegio San Giuseppe, fino a conseguire la maturità presso il Liceo Scientifico. Ha quindi frequentato la facoltà di Economia e Commercio dell’Università di Torino, dove si è laureato nel 1953. Per alcuni anni è stato quindi assistente universitario presso la stessa facoltà, dedicandosi in particolare a specifici lavori di ricerca sul "marketing" negli Stati Uniti d’America. E’ quindi entrato nella Fiat di Torino, dove si è occupato di ricerche di mercato e di problemi statistici.
Nel 1958 ha lasciato l’impiego alla Fiat per ragioni familiari e da quel momento si è dedicato a tempo pieno alla conduzione dell’azienda agricola di famiglia, la stessa che conduce attualmente.
In questo nuovo ruolo di agricoltore, Antonio Dellarole ha dato un decisivo impulso all’ammodernamento dell’azienda, che allora aveva indirizzo zootecnico-cerealicolo, organizzando anche con altri pionieri la zootecnia provinciale attraverso la costituzione dell’Associazione provinciale degli allevatori, di cui divenne poi presidente.
E’ stato anche consigliere dell’Unione provinciale agricoltori della provincia di Vercelli, nonché membro del Consiglio di amministrazione dell’Ente Nazionale Risi, dove gli fu affidato l’importante compito di presiedere la commissione tecnico-scientifica che doveva indirizzare e coordinare l’attività di ricerca e di sperimentazione svolta dall’ente stesso.
Nel frattempo aveva indirizzato la propria azienda nella moltiplicazione delle sementi di riso, ottenendo importanti e significativi risultati sotto il profilo qualitativo che sono testimoniati dai numerosi riconoscimenti, ottenuti nell’annuale concorso sementi che è organizzato dalla Fondazione Giangiacomo Bolognini, unitamente all’Ente Nazionale Risi e all’Ente Nazionale Sementi Elette.
Nel 1976, insieme al Dottor Antonio Falche, antesignano della risicoltura sarda, Antonio Dellorole ha cominciato a gettare le basi per la creazione di una società cooperativa, che riunisse importanti e qualificati moltiplicatori del settore per eseguire la selezione meccanica del prodotto in propri impianti e per poter quindi procedere direttamente alla commercializzazione del riso da seme. Dopo un anno di attività in fase sperimentale, nel 1978, quindi vent’anni addietro, è stata formalmente costituita la SA.PI.SE. (Sardo Piemontese Sementi), con i principali scopi di favorire il miglioramento della produzione certificata di riso da seme e di promuovere la sperimentazione nel settore sementiero.
Il Dottor Antonio Falchi fu il primo presidente della cooperativa. Dopo sei anni, nel 1984, gli è subentrato il Dottor Dellarole che ancora oggi riveste tale incarico.
In breve tempo la cooperativa, grazie soprattutto alla professionalità di tutti i soci a alla competente direzione del Dottor Gianlorenzo Mezza, ha raggiunto una posizione di primo piano fra le aziende del settore, commercializzando ogni anno circa 80.000 quintali di seme certificato, di cui il 20 per cento circa è esportato verso la Francia, la Grecia, la Spagna e il Portogallo.
Ma il Dottor Dellarole e tutti i soci hanno anche con molta lungimiranza dato vita e finanziato un’impegnativa attività nel campo del miglioramento genetico, creando un centro di ricerca in comune di Sali Vercellese che opera ormai da otto anni sotto la direzione del Dottor Wang Xue Ren e che sta cominciando a dare i primi frutti con la costituzione di alcune interessanti nuove varietà di riso.
Da tutto quanto precede emerge con chiarezza l’importanza del ruolo che il Dottor Antonio Dellarole ha svolto e continua a svolgere per fattivamente contribuire a concretizzare quel costante allineamento con il progresso tecnologico che è la condizione essenziale per la difesa degli interessi generali e vitali della nostra economia risicola.