PANNOCCHIA DI RISO D’ORO 1975
Giorgio
Baldi
da “la nosa varsej” settembre 1975
Il Consiglio di Amministrazione della Famija Varsleisa ha deliberato di conferire la “Pannocchia di riso d’oro 1975” al dott. Giorgio Baldi. Emiliano, laureato in agraria all’Università di Bologna, è attualmente direttore del Centro sperimentale del riso di Mortara, costituito nel 1966 dall’Ente Nazionale Risi, che Baldi ha organizzato con la collaborazione di una ridotta equipe.
Assistente all’Ateneo Bolognese del prof. Angelo Bianchi, prima di assumere l’incarico a Mortara, il dott.Baldi ha impostato il lavoro di ricerca e di sperimentazione della genetica, dell’agronomia, della chimica e della fitopatologia.
Le mete originariamente fissate erano sostanzialmente quattro:
migliorare le varietà di riso attualmente in produzione e individuarne di nuove sempre più gradite al gusto del consumatore medio europeo;
aumentare la capacità nutritiva del riso con l’incremento del valore proteico del cereale;
trasformare o modificare le tecniche colturali con il fine di un aumento della produttività e un contenimento dei costi di produzione;
per le disponibilità sempre più scarse di acqua, in relazione alle recenti esigenze e per l’inquinamento, arrivare all’irrigazione turnata del riso come accade per altri cereali.
Le ricerche teoriche di laboratorio e le prove in campo, come è comprovato da una pubblicistica ormai ampia, stanno approdando a risultati concreti o hanno creato le premesse scientificamente valide per ottenerli nei prossimi anni.
In particolare, Giorgio Baldi e la sua equipe del Centro di ricerca sul riso di Mortara hanno conseguito successi per l’aumento del tenore proteico del riso, pervenendo alle stesse conclusioni delle schiere di ricercatori della Stazione sperimentale di Los Bhanos (Filippine) dotato di dovizia di mezzi finanziari e tecnici. I risultati sono tanto più apprezzabili, appunto, per l’enorme differenza di strumenti operativi.
Il dott. Baldi, appartenendo a quello sparuto gruppo di giovani che, non soltanto in agricoltura, hanno scelto nel nostro Paese la ricerca e la sperimentazione rinunciando anche da un punto di vista personale a cospicui vantaggi economici, ha fatto con il suo lavoro del centro di Mortara un riferimento costante per gli studiosi europei, americani e dei cosiddetti Paesi emergenti e del “Terzo Mondo”.